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Presse-Information

January 29, 2019

I più importanti mercati Europei in un colpo d'occhio: ecco l’European Statistics Handbook 2019 di FRUIT LOGISTICA

Quando si parla di frutta e verdura  l'Europa rimane uno dei mercati più importanti a livello mondiale. Tutto ciò è documentato nell’European Statistics Handbook 2019, pubblicato in occasione di FRUIT LOGISTICA Salone  leader  mondiale del commercio Ortofrutticolo che si svolge dal 6 all'8 febbraio 2109 a Berlino. Il 42% della produzione europea di frutta e verdura proviene dall’Italia  e dalla Spagna. Dopo la Germania con 8,5 milioni di tonnellate, il Regno Unito è il secondo importatore con 6,5 milioni di tonnellate. Non c'è da stupirsi, quindi, che l'industria della frutta fresca stia seguendo con molto interesse le vicende della Brexit. Significativi gli effetti delle condizioni climatiche sul raccolto e sul consumo.

Berlino, 4 febbraio 2019- L’European Statistics Handbook 2019, disponibile sin d’ora per il download sul sito di FRUIT LOGISTICA, offre una panoramica completa sulle  più importanti Nazioni europee del commercio ortofrutticolo. In questo manuale sono stati elaborati non solo importanti dati di produzione ed  informazioni per l'import e l'export ma l’European Statistics Handbook 2019introduce anche riflessioni sulle peculiarità esulle  tendenze dei diversi mercati.

47 milioni di tonnellate di frutta e 56 milioni di tonnellate di verdura, 103 milioni di tonnellate in totale, sono state prodotte in Europa nel 2018, il 42% nei due più importanti Paesi produttori europei Italiae Spagna. Guardando invece gli scambi con i Paesi terzi, 47 milioni di tonnellate sono state le importazioni  e 37 milioni le tonnellate per l’export  con un delta commerciale negativo di oltre 12 miliardi di euro.

Le esportazioni europee di mele nel 2018 hanno rappresentato una quota di  2,47 milioni di tonnellate e circa 2,64 milioni di tonnellate per le arance. Lo sguardo si dirige poi in Asia . I due paesi più popolosi, India e la Cina, rappresentano i mercati di sbocco più interessanti. Tuttavia, soprattutto in Cina, i regolamenti sulle importazioni, e  principalmente nel comparto fitosanitario, rendono  difficile l'accesso al mercato per i prodotti Europei. Le Associazioni europee stanno lavorando con il supporto politico a tutta velocità per aprire questi interessanti mercati asiatici, tra cui , in particolare Cina, Vietnam, Corea del Sud e Taiwan.

Il raccolto europeo di frutta ha registrato un incremento di circa il 9% rispetto all'anno precedente. All'inizio sembrava ancora più ottimistico, ma l'estate, a causa di  temperature insolitamente elevate ,ha impedito il  raccolto record che ci si attendeva.

Nel caso degli ortaggi, il raccolto nella UEè diminuito di circa il 7%, anche se i dati per singoli prodotti sembrano essere molto diversi. Nella produzione di verdure a cielo aperto  come cipolle, carote e patate, si è registrato un significativo calo, con un aumento invece diresa nella produzione di prodotti , come le zucchine , che amano particolarmente il caldo. Anche la produzione in  serra ,  indipendente dal clima , ha avuto un trend di crescita interessante .

In generale, il tempo è  una variabile criticaimportante  per tutti . Gli effetti dei cambiamenti climatici sono oggetto di  accese discussioni anche perché  quasi in nessun'altra industria  come quella ortofrutticola  il risultato finale  dipende così tanto dalle condizioni atmosferiche . Tutto ciò comunque non coinvolge solo  le colture, le  temperature infatti influiscono anche sui consumi. Il consumo di cocomeri ad esempio  è stato “potenziato a due cifre” proprio dal caldo dell'estate scorsa.

Nella maggior parte dei Paesi della UE , con riferimento aivolumi di acquisto per famiglia, , la mela è al primo posto nella classifica della frutta, mentre il pomodoro è su podio più alto nelle verdure . In Germania, la banana  è stato il frutto più popolare nel 2018, così come per gli inglesi. I tedeschi, nel gusto per le verdure seguono la tendenza paneuropea che preferisce i pomodori, mentre un'eccezione è il  Regno Unito dove le carote sono le verdure più consumate.


Anche se nessuno sa come sarà regolamentata la prossima Brexit, dare  uno sguardo all’European Statistics Handbook 2019 può fornire una primaun'anticipazione dell'impatto che questa nuova situazione  potrebbe avere sul commercio ortofrutticolo . La produzione britannica interna  è inferiore a 2,5 milioni di tonnellate. 6,5 milioni di tonnellate sono importate, mentre il volume di esportazioni inglesi di frutta e verdura , dato trascurabile, è di solo0,3 milioni di tonnellate. La bilancia commerciale è quindi negativa per oltre 7 miliardi. Solo il 16% del fabbisogno di frutta nel Paese è prodotto nel Regno Unito stesso. L'industria del commercio ortofrutticolo è dunque visibilmente  preoccupata per le imminenti decisioni sulla Brexit.

Il mercato import  più importante all'interno della UE è di gran lunga la Germania. 5,3 milioni di tonnellate di frutta e 3,2 milioni di tonnellate di ortaggi sono stati importati nel 2018. Con un tasso di autosufficienza del 38% per gli ortaggi e del 15% per la frutta, la Germania dipende dunque fortemente dalle importazioni.

La Germania  è al primo posto all’interno della UE anche in una ulteriore statistica : nel mercato interno infatti ,  oltre il 50% della frutta e verdura passa dagli scaffali di  Aldi, Lidl e Co. Ganz. Una situazione diversa in Francia, dove le quote di mercato dei discount  hanno un livello molto basso e recentemente sono anche ulteriormente diminuite.

L’European Statistics Handbook  è nel 2019 alla sua seconda edizione. L'editore è FRUIT LOGISTICA in collaborazione con Fruitnet Media International. Vengono presi in considerazione i dati di produzione, le importazioni e le esportazioni di Paesi quali  Belgio, Germania, Francia, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Scandinavia, Spagna e Gran Bretagna. L’edizione di quest’anno inoltre analizza i informazioni del mercato del  Discount . I dati  sono stati curati ed interpretati da Agrarmarkt Infomations-GmbH (AMI)